Il venditore di felicità

18,00

Il mondo creato dall’illustratore, come vi anticipavo, è incantevole. Non solo vi è uno studio ornitologico delle diverse razze di uccelli, riprodotte minuziosamente e fedelmente nella foggia del piumaggio e nella morfologia, ma il contesto spaziale immaginato dall’illustratore lascia a bocca aperta, tra case in legno con il portico che ricordano l’America anni ’50, verande in vetro e ferro con dettagli floreali dell’art noveau, piccole loggie in legno accoglienti e intime, chioschi dal sapore parigino, casette dai tetti a cipolla e con facciate tipiche delle isbe russe, casette vissute e rattoppate piene di peonie e fiori secchi… E poi lampadine a filamento che con la loro luce gialla e intensa rendono accogliente qualsiasi ambiente… insomma il desiderio di trasferirsi sulla quercia è grande!

Il piccione-venditore, stretto nel suo gilet e nel suo colletto inamidato, tra saluti cortesi con il cappello in mano e voli in teleferica, consegna tutti i barattoli custoditi nella sua borsa di velluto beige.

Ogni acquirente ha una ragione importante per l’acquisto o per il rifiuto dell’acquisto dei barattoli di felicità e, pur nel clima pacifico e serafico delle immagini, a ben pensarci ogni dialogo, pensato dall’autore, ha il suo peso, non indifferente.

«C’è ancora l’anziana signora Pettirosso che, con i pochi soldi che ha, ne compra un barattolo minuscolo per i suoi nipoti, ai quali non sa mai cosa regalare perché, poverini, hanno già tutto».

A fine giornata il piccione-venditore si riaccomoda sul suo furgoncino e sfreccia via, ma nel farlo «fa cadere un barattolo a terra». Lo raccoglie il signor topo, il portinaio modesto di quel palazzo così lussuoso. Con gli stivali ancora indosso e la salopette macchiata e sporca per il lavoro della giornata «il signor Topo è felicissimo! Un barattolo vuoto era proprio quello che voleva».

Si può comprare la felicità? Di certo essere felici è ciò che tutti desideriamo, ma ci sono metodi per appropriarsene? Il finale svelante alla “il re è nudo” contiene, a mio parere, uno spunto interessante di riflessione: la felicità innanzitutto è tangibile, è vivibile non è un pensiero, non è un discorso, non ha una forma uguale per tutti e non si può godere “nel futuro”, la felicità è una realtà che si può toccare, accarezzare… che è fatta per te, proprio per te, adesso.

Credo che questo libro possa essere una bellissima esortazione ad essere felici, a godere i dettagli della vita e della giornata, cercando l’accento personale che ogni circostanza ci pone davanti.

Un libro senza un target di età preciso, perché la bellezza delle immagini e il tema universale non potranno non essere apprezzati da chiunque sfogli appena questo volume!

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COD: 9788867450930 Categoria:

Il mondo creato dall’illustratore, come vi anticipavo, è incantevole. Non solo vi è uno studio ornitologico delle diverse razze di uccelli, riprodotte minuziosamente e fedelmente nella foggia del piumaggio e nella morfologia, ma il contesto spaziale immaginato dall’illustratore lascia a bocca aperta, tra case in legno con il portico che ricordano l’America anni ’50, verande in vetro e ferro con dettagli floreali dell’art noveau, piccole loggie in legno accoglienti e intime, chioschi dal sapore parigino, casette dai tetti a cipolla e con facciate tipiche delle isbe russe, casette vissute e rattoppate piene di peonie e fiori secchi… E poi lampadine a filamento che con la loro luce gialla e intensa rendono accogliente qualsiasi ambiente… insomma il desiderio di trasferirsi sulla quercia è grande!

Il piccione-venditore, stretto nel suo gilet e nel suo colletto inamidato, tra saluti cortesi con il cappello in mano e voli in teleferica, consegna tutti i barattoli custoditi nella sua borsa di velluto beige.

Ogni acquirente ha una ragione importante per l’acquisto o per il rifiuto dell’acquisto dei barattoli di felicità e, pur nel clima pacifico e serafico delle immagini, a ben pensarci ogni dialogo, pensato dall’autore, ha il suo peso, non indifferente.

«C’è ancora l’anziana signora Pettirosso che, con i pochi soldi che ha, ne compra un barattolo minuscolo per i suoi nipoti, ai quali non sa mai cosa regalare perché, poverini, hanno già tutto».

A fine giornata il piccione-venditore si riaccomoda sul suo furgoncino e sfreccia via, ma nel farlo «fa cadere un barattolo a terra». Lo raccoglie il signor topo, il portinaio modesto di quel palazzo così lussuoso. Con gli stivali ancora indosso e la salopette macchiata e sporca per il lavoro della giornata «il signor Topo è felicissimo! Un barattolo vuoto era proprio quello che voleva».

Si può comprare la felicità? Di certo essere felici è ciò che tutti desideriamo, ma ci sono metodi per appropriarsene? Il finale svelante alla “il re è nudo” contiene, a mio parere, uno spunto interessante di riflessione: la felicità innanzitutto è tangibile, è vivibile non è un pensiero, non è un discorso, non ha una forma uguale per tutti e non si può godere “nel futuro”, la felicità è una realtà che si può toccare, accarezzare… che è fatta per te, proprio per te, adesso.

Credo che questo libro possa essere una bellissima esortazione ad essere felici, a godere i dettagli della vita e della giornata, cercando l’accento personale che ogni circostanza ci pone davanti.

Un libro senza un target di età preciso, perché la bellezza delle immagini e il tema universale non potranno non essere apprezzati da chiunque sfogli appena questo volume!

Titolo

Il venditore di felicità

Autore

Davide Calì,Marco Somà

Editore/Marca

Kite

ISBN

9788867450930

Anno di pubblicazione

2018